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Ispani

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In treno: Linea Salerno-Reggio Calabria fermata SS.FF. Pisciotta-Palinuro.
In auto: Autostrada con uscita sulla A3 Salerno/Reggio Calabria, uscita casello Battipaglia con proseguimento sulla SS.18 per Agropoli prima e sulla variante SS.18,poi, arrivati a Futani statale 447 direzione Palinuro.
Via Mare: raggiungere il porto di IV classe e Turistico di Marina di Camerota equipaggiato ed attrezzato
Turismo a Ispani

Breve storia di Ispani
Ispani > Centro storicoLe prime tracce documentate di popolazioni nel territorio comunale risalgono al periodo normanno.
Su una collina, nei pressi di Capitello, detta oggi “Castellaro”, Ruggiero I insieme al nipote Ruggiero d'Apulia, costruì infatti un castello a partire dall'anno 1055.
Risale invece alla seconda metà del XVI secolo la testimonianza della presenza degli Aragonesi o, almeno, di guarnigioni di soldati. Su un'altra collina ancora oggi si erge una torre di avvistamento, eretta per prevenire gli assalti dei pirati Saraceni, come le tante costruite da Gaeta a Reggio Calabria.
Per fuggire alle scorribande dei Saraceni, è lecito supporre che la gente fuggisse verso l'alto, arrampicandosi lungo le ripide colline
ove oggi sorgono gli abitati di Ispani e San Cristoforo. I diversi nomi dati a questi insediamenti nel corso dei secoli (Sant'Agata, Forlì, Casale dell Spani) confermano come la popolazione li abitasse solo in situazioni di emergenza, per poi ritornare a vivere sul mare. I primi documenti scritti giunti a noi datano a partire dalla fine del XVI secolo.
In quel periodo i Conti Carafa della Spina, fuggendo dalla vicina Policastro, infestata dalla malaria, si stabilirono nel borgo di Capitello.
Del palazzo costruito dai Carafa, oggi di proprietà delle Suore Elisabettine Bigie, rimangono solo le mura perimetrali delimitanti il giardino, l'arco che consentiva il passaggio delle carrozze, una garitta per la guardia armata ed una lapide di marmo.
Questa, rimossa dall'ingresso del palazzo e posta oggi accanto al giardino, ammonisce con severità i pirati saraceni.
Un altro documento storico è una carta conservata presso l'Archivio di Stato di Napoli, datata 1746 ma copia di una Ispani > La costapiù vecchia degli Uffici del Principato di Citra.

Mentre Capitello aveva il rango di Borgo, Ispani e San Cristoforo non avevano diritto di città, Comune o Borgata e non potevano costruire fortificazioni per difendersi dalle razzie dei pirati. Per tale ragione gli abitanti costruivano le case in piccoli vani e una ridosso all'altra, per impedire il transito di carri lungo le vie.
Pian piano anche Ispani e San Cristoforo accrebbero la propria popolazione tanto che nel 1780 Ispani fu eletta addirittura "Università", cioè Municipalità, dal Governo borbonico di Napoli.

Con l'avvento del Regno d'Italia fu confermato capoluogo del comune e solo durante il periodo fascista, con la fusione dei comuni di Ispani e Santa Marina, fu Capitello la sede del Comune di Policastro.
I paesi di Ispani, Capitello e San Cristoforo sono riuniti in un'unica entità ammnistrativa dalla nascita della Repubblica.



Testi storici a cura del Comune di Ispani.

 


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