Nella mia carriera di critico d’arte ed altro, mi è capitato di presentare un poco di tutto. La prima presentazione avvenne nel 1958 a cento metri da qui. Erano i tempi del Musichiere e del compianto Mario Riva, e coi compagni di Liceo organizzammo “Il pettegoliere”, una parodia, appunto, del Musichiere. Con due vallette presentai lo spettacolo che durò circa due ore e questo fu il mio esordio. Nel 1963 presentai una collettiva di arte figurativa in via Piave, ma la maggior parte delle presentazioni di opere d’arte figurativa avvenne nel Piemonte dove insegnavo, dal 1970 al 1983. A Torino ho presentato anche l’apertura di due supermercati e di un locale notturno. A settanta anni, nel 2010, mi tocca di presentare un cd. E’ la prima volta nella mia vita. Anche perché ai miei tempi di gioventù si andava avanti ancora col 78 giri oramai storico. Fatta questa breve premessa con sommo piacere ho accettato di dire due parole sul recente lavoro di Mico, prima perché sono un suo ammiratore, secondo perché ho già ascoltato le canzoni contenute nel cd una diecina di volte, terzo perché credo nelle possibilità di questo giovane artista agropolese, sia come cantante, sia come poeta, sia come coordinatore di un gruppo di strumentisti che in verità sono bravissimi. La figura del cantante autore è simile a quella di qualsiasi altro compositore di arte, sia essa una poesia, un racconto, un disegno, un dipinto, una scultura, una realizzazione di architettura. L’artista in genere, a mio avviso, deve creare senza tener conto delle esigenze e le richieste di mercato. Solo in questa maniera può produrre un’opera d’arte. Se lo fa, sollecitato da un certo guadagno materiale immediato, da luogo ad una produzione artigianale che con l’arte e la creazione artistica non ha niente a che vedere. Quando ho ascoltato la canzone dedicata a Caravaggio, nelle note e nelle varie tonalità, mi passavano davanti agli occhi i volti illuminati da una luce misteriosa che ne metteva in risalto le caratteristiche somatiche in una alternanza di luci ed ombre che ritrovavo nella musica di Mico Argirò. Un’altra canzone dedicata ai diversi mostra come il giovane artista agropolese abbia anche il coraggio di affrontare tematiche di ardua trattazione. Ma egli lo fa quasi con semplicità, con spontaneità, come fa per tutti gli altri argomenti che tratta, sia come paroliere che come musicista, un argomento è un capitolo a se stante che va trattato e trascritto sul pentagramma in una maniera singolare si’ da differire da qualsiasi altro pezzo. Anche l’amore, quello tradizionale, viene trattato con enorme semplicità e genuinità. Già il primo brano della “compilation”, che si intitola “Quest’amore” è stato liberamente ispirato dalla poesia “Cet amour” di Jaques Prevert. Il secondo brano, addirittura, si ispira al Caravaggio. Il terzo brano “ La chançon de le Maudit” è di chiara ispirazione alla filosofia francese di fine 800 inizi 900. “Bella da sognare” si rifà alla tradizione greca. “Ultima notte a Capo Vaticano” e “Tutti i diversi del mondo” narrano dell’amore secondo una concezione del tutto personale. Conclude il cd “Lentamente muore” che è liberamente ispirata alla poesia “Ode alla vita” di Martha Madeiros. Fare raffronti… Per principio odio fare raffronti. Avvicinarlo a De Andrè, a Tenco, ai melodici o ai romantici, non significherebbe proprio nulla. Ma la passione, l’amore per la musica e per la creazione artistica, il coordinare tanti strumenti, tanti tempi e tante voci, mantenere fede a tanti impegni, lo si può fare solamente se si crede fermamente in quello che si fa. L’amore è la forza motrice che spinge Mico a produrre e ad intraprendere sempre nuovi percorsi musicali. La sua musa ispiratrice è quasi una ragazzina che lo ama e lo sorregge. Come mia moglie, Rosanna, che vidi per la prima volta quasi mezzo secolo fa davanti al bar Nazionale e dopo dieci anni la sposai. Sono passati quarant’anni e continua ancora ad essere le musa ispiratrice. Questo è l’augurio che faccio a Mico. L’arte può procedere speditamente solo con un sorriso. E tu già lo hai trovato. Auguri Mirco. Continua a deliziarci con le tue storie bellissime.
Catello Nastro
Biografia:
Mico Argirò nasce ad Agropoli nel 1988, è un Cantautore che, dopo l'esperienza della Musica Popolare con i Taranta Rock, ha iniziato a sperimentare nuovi Stili espressivi. Compone secondo lo stile tipico della Musica d’Autore, con riferimenti a De Andrè, ma con un’evoluzione del tutto personale: parte dalla Musica Popolare del Sud Italia, attraversa l’esperienza dei grandi Cantautori e Sperimenta nuove strade espressive per far risaltare l’importanza del Contenuto dei Brani. Con un primo disco, "Tra le Rose e il Cielo", Mico Argirò punta l'attenzione su figure semplici, di poveri, di umili; il titolo,“Tra le rose e il cielo”, è la giusta sintesi dell’essenza del disco: le Rose simbolo di tutti questi personaggi umili e semplici e Il cielo la componente dell’assoluto, di Dio, il mistero della Vita e della Morte. Nel Giugno 2010 esce il nuovo lavoro "Canzoni", frutto di costante impegno (da parte di Mico e di tutti i musicisti) e di una Creatività aperta su più fronti sia Musicali che Testuali; un Insieme di Canzoni dai temi importanti quali la Diversità, la Poesia, La Pittura, la Protesta…ricche di Sentimenti, Nuove esperienze e Sperimentazioni musicali.
“Canzoni”:
Canzoni è un Album ricco di temi forti in cui lo Stile di Mico Argirò vede un’importante crescita, sia sotto il profilo dei testi, maturi e impegnati, che sotto il profilo Musicale, più elaborato e sperimentale.
Il Disco è un insieme di Brani in cui la personalità Artistica di Argirò affronta i temi con entusiasmo e sensibilità, temi importanti quali la Diversità in “Tutti i diversi del Mondo”, la libera ispirazione dalla Poesia con “Questo Amore” (liberamente ispirato a Cet Amour di J.Prevert) e “Lentamente Muore” (Liberamente tratto da Ode Alla Vita di M.Medeiros), la Protesta in “Permettete”, l’intimità delle esperienze personali in “Ultima notte a Capo Vaticano” e “La Chanson de le Maudit”, la Pittura in “Caravaggio” che sta riscontrando ottime critiche nel settore.
Un disco con Musiche emozionanti, frutto di ottimi arrangiamenti volti a sottolineare i testi, con sperimentazioni interessanti come “Bella da Sognare” una tammurriata con innestato un ritornello in Greco Antico (da Saffo), “Tutti i diversi del Mondo” più rock, “Permettete” richiamante il Funky-Blues italiano, tutte sempre con, alla base, la tradizione della Musica d’autore italiana.
Canzoni è un disco nato dall’impegno di giovani del Sud e si sente nelle canzoni questa voglia di fare, con impegno ed entusiasmo, una musica seria, importante, distante dai grandi circuiti che ormai trasmettono solo immondizia, “una Musica che è Arte e di Arte si nutre”.
Per Info:
3487489521
MicoArgiro@tele2.it
micoargiro@hotmail.it
www.myspace.com/micoargiro